Il PNRR dà una spinta al digitale: ma sulle competenze c’è tanto da fare

Il quadro chiaro della situazione nella sintesi dell’Osservatorio Agenda Digitale

 
digital transformation update

L'Italia sta vivendo una nuova fase di attuazione dell'Agenda Digitale grazie alle risorse messe a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Ed è l’Osservatorio Agenda Digitale a fornire un quadro chiaro della situazione, che sintetizziamo in dieci punti.

1. Con un budget di 48 miliardi di euro, il 37% di tutte le risorse europee per il digitale inserite nel Next Generation EU, il Paese ha avviato importanti interventi di digitalizzazione, riuscendo a completare il 17% di milestone e target dedicati, contro il 10% di Spagna e Francia e lo zero di altri 15 Paesi, tra cui la Germania.

2. Nel 2022 l’Italia ha raggiunto tutti gli obiettivi prefissati dal PNRR, anche se la coda della crisi pandemica e il conflitto in corso nel nostro continente hanno comunque inciso sull’avanzamento degli interventi di digitalizzazione.

3. Nonostante questi risultati positivi, l'Italia - che pure sale di due posizioni - si colloca al 18° posto su 27 Stati membri nel Digital Economy and Society Index (DESI), che analizza la digitalizzazione in Europa. In particolare, l'Italia ha importanti lacune in materia di competenze digitali e servizi pubblici digitali. Tuttavia, il Paese ha iniziato a sviluppare un modello "Government as a Platform" per l'erogazione di servizi pubblici digitali, in cui la PA diventa una piattaforma di innovazione.

4. La trasformazione digitale dell'apparato pubblico è un obiettivo ambizioso, con 13 milestone e 27 target da raggiungere entro il 2023. Il procurement è uno degli ambiti su cui si concentra l'attenzione, con l'obiettivo di completare la digitalizzazione di tutto il ciclo di vita dei contratti pubblici e di migliorare i tempi di aggiudicazione delle gare pubbliche, realizzazione e pagamenti.

5. Quali sono le tappe che conducono verso la digitalizzazione? Se nel 2022, ad esempio, i cittadini con identità digitale sono il 50%, si punta al 70% nel 2026, con un piano Ue che prevede una quota dell’80% nel 2030. Servizi pubblici online: nel 2022 siamo al 67%, si intende raggiungere l’80% nel 2026 e il 100% del 2030. Così anche per il numero delle famiglie connesse a 100 Mbps: siamo al 38% a fine 2022, e già nel 2026 l’obiettivo è di raggiungere la totalità della popolazione.

6. Il PNRR dedica al digitale un’intera missione da ben 40 miliardi, cifra a cui si sommano le iniziative di digitalizzazione presenti nelle altre sei missioni, per un totale di 48 miliardi di risorse complessive. L'obiettivo è di accelerare la digitalizzazione, soprattutto negli ambiti più critici, per portare a termine i progetti nei tempi previsti.

7. «Il PNRR mette a disposizione risorse senza precedenti per la trasformazione digitale: la sua rilevanza impone un’attenta gestione del momento – sottolinea Luca Gastaldi, direttore dell’Osservatorio Agenda Digitale e membro della segreteria tecnica per l’attuazione del PNRR presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - è importante non fermarsi e raccordare le risorse del PNRR a quella degli altri strumenti disponibili per sostenere la trasformazione digitale del Paese. Bisogna inoltre assicurarsi che i quasi dieci miliardi di euro dedicati alla trasformazione digitale della PA siano spesi in modo efficace ed efficiente, monitorandone l’impiego nel tempo».

8. Il Digital Economy and Society Index (DESI) rappresenta uno strumento importante per valutare la digitalizzazione in Europa, ma l'Osservatorio ha elaborato anche i Digital Maturity Indexes (DMI), che utilizzano un framework di maturità digitale composto da 109 indicatori per analizzare in modo più completo e preciso il livello di digitalizzazione dei Paesi europei. Secondo i DMI, l'Italia si posiziona al 22° posto su 27 Paesi per gli sforzi compiuti nell'attuazione dell'Agenda Digitale e al 20° per i risultati ottenuti. Ciò dimostra la necessità di leggere i risultati del DESI in modo critico e di continuare a lavorare per migliorare la digitalizzazione del Paese.

9. In sintesi, l'Italia ha compiuto importanti progressi nella digitalizzazione grazie al PNRR, ma ci sono ancora molte sfide da affrontare, soprattutto per quanto riguarda le competenze digitali e i servizi pubblici digitali. È fondamentale accelerare la trasformazione digitale dell'apparato pubblico, migliorare la connettività e investire in innovazione per raggiungere gli obiettivi dell'Agenda Digitale.

10. «Dalla banda larga alle competenze digitali, dagli interventi di digitalizzazione del PNRR a quelli a valere sui fondi strutturali - chiude Giuliano Noci, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Agenda Digitale gli interventi da mettere a terra sono molteplici e complessi. La loro implementazione richiede inoltre una collaborazione, in pochissimo tempo, da parte di una pluralità di attori pubblici e privati. Serve una regia forte che tenga alta l’attenzione di tutti a “giocare la propria parte” in modo articolato e produttivo».

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