Carnet ATA digitale: dal 1° giugno 2026 cambia la gestione delle esportazioni temporanee

Cosa cambia, quali Paesi sono coinvolti e come prepararsi

 
frontiera dogana

Chi esporta temporaneamente merci per partecipare a fiere internazionali, effettuare dimostrazioni tecniche, installazioni, interventi di assistenza o inviare campioni commerciali dovrà presto abituarsi a una nuova modalità operativa.

Dal 1° giugno 2026 entra infatti in vigore il Carnet ATA digitale (eATA), primo passo del processo di digitalizzazione del sistema internazionale dei Carnet ATA promosso dalla comunità doganale internazionale.

La novità non elimina immediatamente il documento cartaceo. Al contrario, apre un periodo di transizione che durerà fino al 31 dicembre 2027, durante il quale le imprese dovranno gestire contemporaneamente sia il Carnet tradizionale sia quello digitale.

Per chi opera abitualmente sui mercati internazionali è quindi importante conoscere per tempo le nuove modalità operative ed evitare criticità durante i controlli doganali.

Che cos'è il Carnet ATA

Il Carnet ATA è il documento doganale internazionale che consente l'esportazione temporanea di merci senza pagare dazi e imposte nei Paesi aderenti alla Convenzione ATA.

Viene utilizzato, ad esempio, per:

  • campioni commerciali;
  • attrezzature professionali;
  • beni destinati a fiere ed esposizioni;
  • strumenti utilizzati per installazioni, collaudi o interventi tecnici.

Il documento semplifica le formalità doganali evitando il deposito di garanzie in ciascun Paese attraversato.

Dal 1° giugno 2026 arriva il Carnet ATA digitale

Per tutti i Carnet ATA emessi dal 1° giugno 2026 viene attivato anche il corrispondente Carnet digitale (eATA).

La digitalizzazione interessa inizialmente 30 Paesi, comprendendo:

  • tutti gli Stati membri dell'Unione Europea;
  • Svizzera;
  • Norvegia;
  • Regno Unito.

Negli altri Paesi aderenti al sistema ATA continuerà invece ad avere valore esclusivamente il documento cartaceo fino alla progressiva estensione del progetto.

Fino al 2027 sarà necessario gestire sia il formato cartaceo sia quello digitale

L'aspetto più importante per le imprese riguarda proprio la fase transitoria. Fino alla fine del 2027 non sarà sufficiente utilizzare esclusivamente il nuovo Carnet digitale. Per ogni Carnet emesso dopo il 1° giugno 2026 sarà infatti necessario disporre di entrambi i documenti.

Questo significa che:

  • la Camera di Commercio rilascerà sia il Carnet ATA cartaceo sia quello digitale;
  • ogni operazione doganale dovrà essere registrata su entrambi i supporti;
  • durante i controlli sarà necessario presentare il formato richiesto dal Paese interessato.

Per le destinazioni già digitalizzate le autorità doganali utilizzeranno il sistema eATA, mentre negli altri Paesi continuerà a essere valido il solo Carnet cartaceo.

Come funziona il nuovo eATA

Dal punto di vista operativo la richiesta del Carnet non cambia. L'impresa continua a presentare la domanda attraverso la piattaforma Cert'ò, disponibile sul portale Registro Imprese. 

Una volta emesso il Carnet, la Camera di Commercio rende disponibili anche le credenziali (ID e PIN) necessarie per attivare il documento digitale. Il titolare oppure un suo delegato potrà quindi utilizzare gratuitamente l'applicazione ATA Carnet, disponibile per dispositivi mobili, oppure accedere alla versione desktop.

Prima di ogni viaggio sarà necessario predisporre digitalmente le operazioni doganali, selezionare le merci interessate e generare la dichiarazione da presentare in dogana. Al momento del controllo verrà esibito il QR Code oppure il codice della transazione, che sarà validato digitalmente dall'ufficio doganale. Al termine dell'operazione il sistema aggiornerà automaticamente lo storico delle movimentazioni.

Cosa significa concretamente per le imprese

La novità non introduce nuovi adempimenti doganali sostanziali, ma modifica l'organizzazione delle operazioni. Le imprese che utilizzano frequentemente il Carnet ATA dovranno infatti:

  • familiarizzare con gli strumenti digitali;
  • verificare prima della partenza quali Paesi utilizzano già il sistema eATA;
  • predisporre correttamente le operazioni tramite applicazione o portale;
  • gestire correttamente la doppia documentazione durante tutto il periodo transitorio.

Una preparazione preventiva consentirà di evitare rallentamenti ai valichi doganali e di gestire con maggiore efficienza le esportazioni temporanee.


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