Concordato Preventivo Biennale 2026-2027: più vantaggi per chi rinnova

Più vantaggi fiscali, maggiore flessibilità e nuove possibilità di regolarizzazione per chi decide di proseguire con il Concordato Preventivo Biennale. Il D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 148, cosiddetto Decreto Omnibus, interviene in modo significativo sulla disciplina del CPB, con novità che interessano soprattutto i contribuenti che, dopo la precedente adesione, stanno valutando il rinnovo per il biennio 2026-2027.
Le modifiche riguardano diversi aspetti: dalle variazioni della compagine sociale ai benefici premiali, dal pagamento delle imposte alla gestione delle dichiarazioni integrative, fino alla possibilità di regolarizzare le annualità dal 2020 al 2023 attraverso un nuovo ravvedimento speciale.
Un insieme di misure che rende quindi necessario valutare il rinnovo considerando non soltanto il reddito proposto, ma anche i nuovi vantaggi collegati alla permanenza nel concordato.
Ingresso di nuovi soci: quando non impedisce il rinnovo del CPB
Una delle novità riguarda le società e le associazioni interessate da modifiche della propria compagine. In caso di rinnovo del concordato, l’ingresso di nuovi soci o associati non costituisce causa ostativa quando questi, nell’anno precedente, abbiano percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati, oppure abbiano conseguito redditi d’impresa o di lavoro autonomo per importi complessivamente non superiori a 35.000 euro.
La modifica rende quindi più flessibile la disciplina del CPB nei casi in cui la composizione societaria o associativa sia cambiata nel corso del tempo.
Il Decreto interviene inoltre sulle regole applicabili a professionisti che partecipano ad associazioni professionali, società tra professionisti o società tra avvocati, introducendo specifiche disposizioni legate alla corrispondenza dell’ISA applicato alle attività esercitate.
Più benefici premiali per chi rinnova il Concordato
Uno degli interventi più significativi riguarda il rafforzamento dei benefici premiali riservati al rinnovo del CPB.
Per chi prosegue con il concordato:
- l’esonero dal visto di conformità per la compensazione dei crediti IVA arriva fino a 100.000 euro annui;
- l’esonero dal visto per la compensazione dei crediti relativi alle imposte dirette e all’IRAP arriva fino a 70.000 euro annui;
- l’esonero dal visto di conformità o dalla prestazione della garanzia per i rimborsi IVA sale fino a 100.000 euro annui;
- i termini di decadenza per l’attività di accertamento vengono anticipati di due anni, nei casi previsti dalla norma.
Si tratta di vantaggi che assumono particolare rilevanza soprattutto per le imprese che dispongono di crediti fiscali significativi o che ricorrono frequentemente alla compensazione.
Rateizzazione delle imposte senza interessi per il 2026 e 2027
Un ulteriore beneficio riguarda il pagamento rateale delle imposte. Per i contribuenti che rinnovano il CPB per il biennio 2026-2027, sui versamenti rateali delle imposte relative alle medesime annualità non sono dovuti interessi.
La possibilità riguarda le rateazioni effettuate secondo le disposizioni previste dalla normativa sui versamenti e costituisce un ulteriore elemento da considerare nella valutazione della convenienza del rinnovo.
Niente maggiorazioni sugli acconti in caso di rinnovo
Il Decreto Omnibus interviene anche sul calcolo degli acconti. Per chi rinnova il concordato non trovano applicazione le maggiorazioni previste per il primo periodo d’imposta di adesione al CPB.
Non saranno quindi dovute la maggiorazione del 10% sulla differenza tra reddito concordato e reddito dichiarato per il periodo precedente e quella del 3% ai fini IRAP, previste dalla disciplina per il primo ingresso nel concordato.
Anche questo intervento contribuisce a differenziare la posizione di chi rinnova il CPB rispetto a quella di chi aderisce per la prima volta.
Dichiarazione integrativa: il reddito concordato può essere rideterminato
Cambia anche la gestione degli errori o delle omissioni contenuti nella dichiarazione relativa al periodo precedente al biennio concordato. Se viene presentata una dichiarazione integrativa per correggere ricavi, compensi o altri dati utilizzati per la formulazione della proposta, il reddito o il valore della produzione netta concordati vengono rideterminati sulla base delle informazioni corrette.
Le sanzioni relative alle violazioni possono inoltre essere regolarizzate ricorrendo al ravvedimento operoso.
La presentazione della dichiarazione integrativa non determina quindi automaticamente la perdita del concordato secondo il precedente meccanismo: la disciplina viene coordinata con la possibilità di correggere i dati e rideterminare la proposta.
Nuove regole sulle cause di cessazione e decadenza
Il Decreto Omnibus rivede più in generale anche alcune cause di cessazione e decadenza dal CPB.
Le nuove disposizioni coordinano la disciplina con le modifiche relative alla compagine sociale e alle dichiarazioni integrative e precisano, tra l’altro, che l’adesione effettuata in assenza dei requisiti previsti oppure in presenza di una causa di esclusione è priva di effetti.
Per gli errori o le omissioni nei dati utilizzati per determinare la proposta vengono inoltre ridefinite le condizioni che possono portare alla decadenza, distinguendo maggiormente le irregolarità sostanziali dalle correzioni effettuate spontaneamente dal contribuente.
Ravvedimento speciale 2020-2023: chi può accedere
Tra le novità più rilevanti del Decreto Omnibus c’è il ritorno del ravvedimento speciale collegato al Concordato Preventivo Biennale. La misura è riservata ai soggetti che hanno applicato gli ISA e che rinnovano nei termini previsti l’adesione al CPB per il biennio 2026-2027.
Non riguarda quindi chi entra nel Concordato Preventivo Biennale per la prima volta.
Il nuovo regime consente di regolarizzare una o più annualità comprese tra il 2020 e il 2023, attraverso il versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, delle relative addizionali e dell’IRAP.
La base imponibile viene determinata partendo dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo già dichiarato e applicando una maggiorazione graduata in funzione del punteggio ISA conseguito in ciascuna annualità.
Per il 2022 e il 2023, l’aliquota dell’imposta sostitutiva sui redditi e sulle relative addizionali varia, in funzione del livello di affidabilità fiscale, tra il 10%, il 12% e il 15%, mentre per l’IRAP è prevista un’aliquota del 3,9%.
Per le annualità 2020 e 2021, interessate dall’emergenza pandemica, gli importi delle imposte sostitutive sono ulteriormente ridotti del 30%.
Il versamento potrà essere effettuato in un’unica soluzione oppure in forma rateale, fino a un massimo di dieci rate mensili.
Rinnovo CPB 2026-2027: una valutazione che richiede più elementi
Con il Decreto Omnibus il rinnovo del Concordato Preventivo Biennale non rappresenta semplicemente la prosecuzione dell’adesione precedente. Il legislatore ha infatti introdotto benefici specificamente riservati a chi rinnova, dalle soglie più elevate per compensazioni e rimborsi IVA all’anticipazione dei termini di accertamento, fino alla rateizzazione senza interessi e all’eliminazione delle maggiorazioni sugli acconti.
A questi si aggiunge la possibilità, per i soggetti ISA interessati, di accedere al ravvedimento speciale per le annualità 2020-2023.
La convenienza del CPB 2026-2027 deve quindi essere valutata caso per caso, considerando la situazione fiscale dell’impresa o del professionista, il reddito proposto, i benefici premiali accessibili e l’eventuale interesse alla regolarizzazione delle annualità precedenti.