Concordato Preventivo Biennale 2026–2027: cosa cambia con il nuovo Decreto Fiscale

Nuove scadenze, limiti legati agli ISA e impatto dell’iper ammortamento

 
scadenze fiscali

Con la conversione del cosiddetto “Decreto Fiscale” arrivano alcune modifiche rilevanti al funzionamento del Concordato Preventivo Biennale (CPB) per il biennio 2026–2027.

Le novità riguardano soprattutto le scadenze di adesione, i limiti di incremento del reddito concordato collegati agli ISA e il trattamento degli investimenti agevolati attraverso l’iper ammortamento.

Per imprese e professionisti interessati ad aderire al CPB diventa quindi importante comprendere non solo le nuove regole operative, ma anche gli effetti concreti sulla pianificazione fiscale e sugli investimenti aziendali.
 

Che cos’è il Concordato Preventivo Biennale

Il Concordato Preventivo Biennale è lo strumento che consente ai contribuenti soggetti a ISA di concordare preventivamente con l’Agenzia delle Entrate il reddito imponibile e il valore della produzione netta per due annualità.

L’obiettivo del meccanismo è offrire maggiore certezza fiscale ai contribuenti aderenti, prevedendo al tempo stesso una riduzione del rischio di accertamenti legati alle annualità concordate.

L’adesione rimane volontaria e richiede una valutazione attenta della proposta formulata dall’Agenzia delle Entrate, soprattutto alla luce delle nuove regole introdotte per il biennio 2026–2027.
 

Entro quando si può aderire al Concordato Preventivo Biennale 2026–2027

Una delle principali novità introdotte dal Decreto Fiscale riguarda le tempistiche di adesione al CPB.

  • La scadenza viene infatti prorogata dal 30 settembre al 2 novembre 2026.
     
  • Per i contribuenti con esercizio “a cavallo d’anno”, il termine di adesione coincide invece con l’ultimo giorno del decimo mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta, e non più del nono mese come previsto in precedenza.

L’adesione può essere effettuata contestualmente alla presentazione del modello REDDITI 2026 e dei relativi ISA.

Rimane inoltre possibile revocare l’adesione entro la stessa scadenza prevista per l’accettazione della proposta.
 

Come cambiano le soglie di incremento del reddito concordato

Il Decreto Fiscale introduce anche nuovi limiti massimi di incremento del reddito concordato, collegati al punteggio ISA ottenuto dal contribuente nel periodo d’imposta 2025. La logica della modifica è quella di differenziare maggiormente il livello di incremento proposto in funzione dell’affidabilità fiscale.

In particolare:

  • fino al 25% per contribuenti con ISA compreso tra 8 e 9;
  • fino al 15% per ISA tra 9 e 10;
  • fino al 10% per ISA pari a 10.

Sono inoltre previste nuove soglie per i contribuenti con livelli di affidabilità inferiori:

  • fino al 30% con ISA tra 6 e 8;
  • fino al 35% con ISA inferiore a 6.

Le soglie massime potrebbero tuttavia non trovare applicazione quando la proposta formulata dall’Agenzia delle Entrate risulta già inferiore ai valori di riferimento del settore economico di appartenenza.

Le nuove regole confermano come il punteggio ISA assuma un ruolo sempre più centrale nella determinazione della proposta di concordato. Un livello elevato di affidabilità fiscale può infatti limitare l’incremento richiesto sul reddito concordato, rendendo il CPB potenzialmente più sostenibile per l’impresa o il professionista.

Al contrario, punteggi ISA più bassi possono comportare incrementi più elevati e quindi una valutazione ancora più attenta della convenienza economica dell’adesione.

Per questo motivo, la verifica preventiva della posizione ISA e degli indicatori che incidono sul punteggio diventa un passaggio strategico prima di accettare la proposta di concordato.
 

Iper ammortamento e Concordato Preventivo Biennale: cosa cambia

Tra le novità più rilevanti introdotte dal Decreto Fiscale vi è anche il rapporto tra Concordato Preventivo Biennale e investimenti agevolati.

La nuova disciplina prevede infatti la possibilità di considerare l’“iper ammortamento— cioè la maggiorazione delle quote di ammortamento e dei canoni leasing legati agli investimenti incentivati — tra gli elementi che incidono sulla determinazione del reddito concordato. In pratica: 

  Reddito concordato
+ / -  Saldo netto plus / minusvalenze attive / passive, perdite sui crediti, utili / perdite da partecipazione in società di persone o capitali / maxi deduzione assunzioni / iper ammortamento
- perdite fisiche pregresse
= reddito d'impresa da dichiarare

 

Si tratta quindi di un aspetto particolarmente importante per le imprese che stanno pianificando investimenti in beni strumentali e che intendono contemporaneamente valutare l’adesione al CPB. La presenza di investimenti agevolati potrebbe infatti influenzare in modo significativo la convenienza complessiva del concordato, rendendo necessaria una simulazione preventiva degli effetti fiscali.
 

Perché conviene valutare il Concordato Preventivo Biennale 

Le modifiche introdotte dal Decreto Fiscale rendono il Concordato Preventivo Biennale uno strumento sempre più collegato alla pianificazione fiscale, agli indicatori ISA e alle strategie di investimento dell’impresa.

La convenienza dell’adesione non può quindi essere valutata solo in termini di “stabilità fiscale”, ma richiede un’analisi più ampia che consideri:

  • andamento economico previsto;
  • livello di affidabilità ISA;
  • investimenti programmati;
  • eventuali agevolazioni fiscali utilizzabili;
  • sostenibilità del reddito concordato nel biennio.

In questo contesto diventa fondamentale effettuare simulazioni preventive e valutazioni tecniche personalizzate prima di aderire al CPB 2026–2027.

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