Iper ammortamento 2026: cos'è, chi può accedervi e come funziona

Con la Legge di Bilancio 2026 torna l'iper ammortamento: una maggiorazione del costo dei beni strumentali nuovi che permette alle imprese di dedurre quote più elevate e abbattere il carico fiscale.
La misura sostituisce definitivamente i crediti d'imposta Industria 4.0 e Transizione 5.0, introduce una logica diversa, basata sul costo maggiorato anziché sul credito d'imposta, e si applica a tutte le imprese, senza distinzioni di forma giuridica, dimensione o settore.
Di seguito vediamo chi può accedere, quali investimenti rientrano, come si calcola la maggiorazione e cosa fare per fruirne correttamente.
- Chi può accedere all'iper ammortamento 2026: soggetti ammessi ed esclusi
- Cosa rientra negli investimenti agevolabili: beni 4.0, rinnovabili e novità del Decreto Fiscale
- Quanto vale la maggiorazione: aliquote e scaglioni di investimento
- Come si richiede l'iper ammortamento: la comunicazione al GSE
- Con quali agevolazioni è cumulabile e con quali no
- Cosa succede se il bene agevolato viene ceduto o sostituito
- Effetti sugli acconti IRPEF/IRES 2026: come calcolarli correttamente
L’iper ammortamento è riconosciuto a tutte le imprese, senza limitazioni legate a:
- forma giuridica;
- dimensione;
- settore di attività;
- regime contabile (ordinario o semplificato).
La misura si applica agli investimenti destinati a strutture produttive ubicate in Italia.
Requisiti indispensabili: sicurezza sul lavoro e DURC regolare
Per accedere al beneficio, l’impresa deve essere in regola con le norme sulla sicurezza sul lavoro e con i versamenti contributivi (DURC regolare).
Chi è escluso: regime forfettario, procedure concorsuali e autonomi
Non possono usufruire dell’iper ammortamento:
- imprese in procedure concorsuali o con procedimenti in corso;
- imprese destinatarie di sanzioni interdittive ex D.Lgs. 231/2001;
- lavoratori autonomi;
- contribuenti in regime forfettario;
- imprese agricole a reddito catastale (che dispongono di una diversa agevolazione non trattata in questo documento).
L’agevolazione spetta per investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. A differenza del passato, non è possibile “prenotare” l’investimento: rileva la data di effettuazione secondo le regole dell’art. 109 TUIR.
Beni materiali e immateriali tecnologicamente avanzati (Tabelle IV e V)
Rientrano nell'agevolazione i beni materiali e immateriali nuovi, tecnologicamente avanzati e interconnessi al sistema aziendale, elencati nelle Tabelle IV e V della Legge di Bilancio 2026. La categoria comprende macchinari, impianti, software e sistemi 4.0.
Impianti per l'autoproduzione di energia rinnovabile
Sono agevolabili anche i beni materiali nuovi destinati all'autoproduzione di energia rinnovabile per autoconsumo, inclusi i sistemi di accumulo. Per gli impianti fotovoltaici sono previsti specifici requisiti tecnici di efficienza dei moduli prodotti nell'Unione Europea.
Cosa cambia con il Decreto Fiscale del 27 marzo 2026
Il Decreto Fiscale n. 38/2026 (GU n. 72 del 27 marzo 2026) ha esteso l'iper ammortamento anche agli investimenti in beni di provenienza non UE. Secondo i principali commentatori, i requisiti territoriali per gli impianti fotovoltaici rimangono invariati: i moduli dovranno comunque essere prodotti in Stati UE.
La maggiorazione del costo del bene varia in funzione dell'importo complessivo dell'investimento secondo tre scaglioni:
| Valore dell'investimento | Maggiorazione |
|---|---|
| Fino a 2.500.000 € | 180% |
| Da 2.500.000 € a 10.000.000 € | 100% |
| Da 10.000.000 € a 20.000.000 € | 50% |
Per gli investimenti in leasing, rileva il costo sostenuto dal locatore.
L'iper ammortamento produce effetti esclusivamente ai fini IRPEF/IRES. Non ha effetti ai fini IRAP.
Per fruire del beneficio è necessario trasmettere una comunicazione/certificazione al GSE (Gestore dei Servizi Energetici) tramite apposita piattaforma telematica.
Le modalità operative saranno definite dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
Aggiornamento: il decreto attuativo è stato firmato il 4 maggio 2026
Il decreto attuativo dell’iperammortamento è stato firmato il 4 maggio 2026 dai ministri Urso (MIMIT) e Giorgetti (MEF). Si attendono il visto della Corte dei Conti, il decreto direttoriale che definirà modulistica e apertura della piattaforma GSE, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
In base alle anticipazioni, il decreto prevede l’esclusione dal perimetro dei beni agevolabili dei software fruiti in cloud e l’aggiunta di comunicazioni periodiche di monitoraggio obbligatorie.
L’iper ammortamento è cumulabile con ulteriori aiuti, a condizione che:
- non vengano finanziate le stesse quote di costo;
- la somma delle agevolazioni non superi il costo sostenuto.
Non è cumulabile con il credito d’imposta “Industria 4.0”.
Se il bene agevolato viene ceduto a terzi o destinato a strutture produttive fuori dal territorio italiano, l'agevolazione decade.
Il beneficio non si perde, invece, se il bene ceduto viene sostituito nello stesso periodo d'imposta con un bene nuovo di pari o superiore livello tecnologico. Se il nuovo bene ha un costo inferiore a quello del bene sostituito, l'agevolazione prosegue entro il limite del costo del nuovo bene.
Ai fini della determinazione degli acconti IRPEF/IRES per il 2026, le imprese devono considerare l'imposta che si sarebbe determinata senza l'iper ammortamento. La maggiorazione non può quindi essere anticipata nel calcolo degli acconti: il beneficio si concretizza integralmente in sede di dichiarazione dei redditi.
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