Detrazioni per lavori edilizi: cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

La Legge di Bilancio 2026 interviene nuovamente sul tema delle detrazioni per lavori edilizi e per gli interventi di efficientamento energetico, confermando e riorganizzando molte delle misure già previste per il 2025. Per imprese, contribuenti e proprietari immobiliari, il quadro resta quindi sostanzialmente stabile su alcune agevolazioni “storiche”, mentre su altre si registrano scadenze, esclusioni e regole più selettive.
Di seguito proponiamo un riepilogo pratico delle detrazioni utilizzabili per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026, evidenziando cosa cambia e cosa resta invariato.
Per il Bonus ristrutturazioni continua a valere come riferimento principale l’art. 16-bis del TUIR.
Per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026, la percentuale di detrazione è differenziata in base al soggetto che sostiene la spesa e alla destinazione dell’immobile:
- 50% se la spesa è sostenuta dal proprietario o dal titolare di diritto reale sull’immobile adibito ad abitazione principale;
- 36% negli altri casi (familiari conviventi, detentori, altri soggetti).
Rimane confermato il limite massimo di spesa pari a 96.000 euro, con detrazione ripartita in 10 rate annuali.
Un aspetto rilevante riguarda le percentuali future: la riduzione al 36% – 30%, inizialmente prevista dal 2026, viene rinviata al 2027.
Per l’Ecobonus ordinario, la disciplina conferma l’impostazione introdotta nel 2025: le percentuali di detrazione non variano in funzione della tipologia di intervento, ma in base al soggetto che sostiene la spesa e all’immobile.
Per il 2025 e il 2026 si applicano quindi:
- 50% per spese su abitazione principale del proprietario/titolare di diritto reale;
- 36% negli altri casi.
Restano invariati anche i limiti di spesa specifici per tipologia di intervento.
Anche per questa misura, la riduzione al 36% – 30% scatterà dal 2027.
Per gli interventi antisismici (art. 16 DL 63/2013), la percentuale resta agganciata al profilo soggettivo e si applica con le stesse logiche previste per altri bonus:
- 50% per proprietario/titolare di diritto reale su abitazione principale;
- 36% negli altri casi.
Il limite massimo di spesa resta fissato a 96.000 euro e la detrazione viene utilizzata in 10 rate annuali.
Anche in questo ambito, la riduzione al 36% – 30% è posticipata al 2027.
La Legge di Bilancio 2026 introduce inoltre una previsione specifica per alcuni immobili danneggiati da eventi sismici: è previsto un contributo aggiuntivo, destinato a coprire le spese rimaste a carico dei proprietari per il mancato completamento dei lavori legati a cessione del credito o sconto in fattura.
Le modalità operative saranno definite da appositi provvedimenti.
Il Bonus arredo è confermato anche per il 2026, con le seguenti caratteristiche:
- detrazione 50%
- spesa massima: 5.000 euro
- ammesso solo se l’immobile è oggetto di interventi di recupero edilizio iniziali dal 1° gennaio 2025.
Il bonus è valido per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati all’immobile ristrutturato.
Per la sostituzione dei gruppi elettrogeni di emergenza, la detrazione rimane fissata al 50%, senza riduzioni previste per gli anni 2025–2033, come stabilito dalla norma.
Di conseguenza, la misura risulta confermata anche per le spese sostenute nel 2026.
Il bonus barriere architettoniche al 75% resta fruibile esclusivamente fino al 31 dicembre 2025.
Dal 2026 non è prevista una proroga: sarà quindi possibile accedere solo al bonus ristrutturazioni, applicando le aliquote 50% o 36% per lavori comparabili.
Il Superbonus prosegue fino al 31 dicembre 2025, salvo i casi già coperti da deroghe basate sull’avvio dei lavori o su CILA presentata entro date precedenti.
Per il 2025 le percentuali risultano così strutturate:
- 65% per condomìni e edifici da 2 a 4 unità di proprietà di persone fisiche, solo se la CILA o delibera condominiale è stata presentata entro il 15 ottobre 2024;
- 110% solo per ONLUS/ODV/APS specifiche e per immobili in Comuni terremotati 2009 o 2016, con limitazioni.
Non è prevista alcuna proroga al 2026: la previsione iniziale è stata soppressa.
Il bonus verde non risulta più disponibile né nel 2025 né nel 2026.
Un punto ormai consolidato riguarda l’esclusione delle caldaie a combustibili fossili dalle spese detraibili.
Dal 2025 non sono più detraibili:
- caldaie a condensazione alimentate a combustibili fossili,
- generatori d’aria calda a condensazione a combustibili fossili.
Restano invece ammissibili:
- microcogeneratori,
- generatori a biomassa,
- pompe di calore a gas,
- sistemi ibridi certificati.
Dal 2025, per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro, trova applicazione l’art. 16-ter TUIR, che introduce un tetto massimo di spese detraibili, calcolato in funzione del nucleo familiare. La previsione si applica anche alle spese sostenute nel 2026.
È importante ricordare che:
- le spese sostenute fino al 31.12.2024 non concorrono al tetto;
- le spese sostenute dall’1.1.2025 concorrono al tetto.
Per il 2026 viene chiarito inoltre che la riduzione della detrazione di 440 euro per redditi sopra i 200.000 euro non si applica ai bonus edilizi. La riduzione resta invece valida per altre tipologie di oneri (19%, partiti politici, premi calamità).