Fatture elettroniche e recupero crediti fiscali: cosa cambia dal 22 maggio 2026

I dati delle fatture elettroniche possono essere utilizzati per accelerare il recupero dei debiti fiscali

 
fattura fisco

La fattura elettronica non è più soltanto uno strumento utilizzato per gli adempimenti fiscali e la tracciabilità delle operazioni economiche. Dal 22 maggio 2026 alcune informazioni contenute nel Sistema di Interscambio possono essere utilizzate anche per supportare l'attività di recupero dei crediti fiscali.

La misura è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025), che ha ampliato le informazioni utilizzabili dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione per le attività di riscossione coattiva. Le modalità operative sono state successivamente definite dal Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate prot. n. 153611 del 22 maggio 2026, entrato in vigore dalla stessa data.

L'obiettivo è consentire all'Agenzia delle Entrate-Riscossione di individuare più rapidamente i rapporti commerciali esistenti tra contribuenti con debiti fiscali e i loro clienti o committenti, rendendo più efficace l'eventuale recupero delle somme dovute.

Quali dati delle fatture elettroniche vengono utilizzati

L'Agenzia delle Entrate mette a disposizione dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione alcune informazioni relative alle fatture elettroniche emesse dai contribuenti con debiti fiscali e dagli eventuali coobbligati.

In particolare vengono trasmessi dati riferiti agli ultimi sei mesi, tra cui:

  • l'importo complessivo delle fatture emesse;
  • il numero delle fatture emesse;
  • i dati identificativi del contribuente.

Queste informazioni consentono di individuare più facilmente i principali clienti e committenti del soggetto debitore e di verificare l'eventuale esistenza di crediti commerciali ancora da incassare.

Chi sono i terzi pignorabili

La finalità della nuova disciplina è individuare i cosiddetti terzi pignorabili, ossia i soggetti che devono effettuare pagamenti al contribuente debitore.

Si tratta, ad esempio, di clienti o committenti che devono ancora corrispondere somme per forniture di beni o prestazioni di servizi già fatturate.

Una volta individuati questi soggetti, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione può procedere più rapidamente con il pignoramento presso terzi, uno degli strumenti utilizzati per il recupero dei crediti fiscali.

Cosa cambia per le imprese con debiti fiscali

Per le imprese e i professionisti che presentano posizioni debitorie nei confronti dell'Erario, la novità comporta una maggiore capacità di individuazione dei crediti commerciali da parte dell'Amministrazione finanziaria.

In concreto:

  • i rapporti con clienti e committenti diventano più facilmente individuabili;
  • aumenta il rischio di pignoramento dei crediti commerciali;
  • le attività di riscossione possono essere avviate in tempi più rapidi e in modo più mirato.

Per questo motivo diventa sempre più importante monitorare la propria posizione fiscale, verificare eventuali esposizioni debitorie e valutare tempestivamente strumenti di regolarizzazione o rateazione.

Cosa deve fare il cliente che riceve un pignoramento

La novità riguarda indirettamente anche le imprese che acquistano beni o servizi da fornitori con debiti fiscali.

Se un cliente riceve un atto di pignoramento presso terzi, non può più effettuare il pagamento direttamente al fornitore per le somme interessate dal provvedimento.

In tali situazioni il pagamento dovrà essere effettuato secondo le indicazioni contenute nell'atto notificato dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Effettuare ugualmente il pagamento al fornitore potrebbe non avere efficacia nei confronti dell'Agente della riscossione e comportare il rischio di dover corrispondere nuovamente le stesse somme.

Quali informazioni vengono effettivamente condivise

La normativa prevede la trasmissione delle informazioni strettamente necessarie all'individuazione dei rapporti economici tra il debitore e i propri clienti.

Tra i dati condivisi rientrano:

  • codice fiscale e partita IVA;
  • denominazione o ragione sociale;
  • domicilio fiscale;
  • dati aggregati relativi alle fatture emesse.

Non viene invece trasmesso il dettaglio completo delle singole fatture.

Come prepararsi alla nuova disciplina

L'utilizzo dei dati delle fatture elettroniche nell'ambito delle procedure di riscossione rende opportuno adottare alcune cautele operative.

Le imprese con debiti fiscali dovrebbero verificare periodicamente la propria posizione tributaria, monitorare eventuali cartelle o atti ricevuti e valutare tempestivamente possibili soluzioni per regolarizzare le esposizioni esistenti.

Le aziende che operano come clienti o committenti dovrebbero invece prestare particolare attenzione alle comunicazioni ricevute tramite PEC e gestire immediatamente eventuali notifiche di pignoramento presso terzi, sospendendo i pagamenti interessati fino alle verifiche necessarie.

Una novità da non sottovalutare

La possibilità di utilizzare i dati delle fatture elettroniche per individuare i crediti commerciali dei contribuenti debitori rappresenta un ulteriore rafforzamento degli strumenti a disposizione dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Per imprese e professionisti diventa quindi ancora più importante mantenere sotto controllo la propria posizione fiscale e gestire tempestivamente eventuali debiti, evitando che possano tradursi in azioni esecutive sui crediti vantati verso clienti e committenti.

 

 

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