Politiche attive e inclusione lavorativa dei lavoratori oncologici: emanato il decreto attuativo

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il Ministero della Salute, ha emanato il Decreto, numero 4/2026, con il quale vengono individuati i destinatari delle misure di politiche attive, tra coloro i quali siano stati affetti da patologia oncologica, ai sensi della legge 7 dicembre 2023, n. 193.
Sono considerate “persone guarite da patologie oncologiche”, sia i soggetti dichiarati guariti dal cancro sia i soggetti che, pur in assenza di evidenza attuale di malattia, sono sottoposti a trattamenti prolungati (trattamenti adiuvanti o di follow up); condizione che non consente di ritenere malati i soggetti ma non permette ancora di essere dichiarati guariti.
Il provvedimento rappresenta un passaggio significativo nel percorso di tutela dell’occupazione, inclusione lavorativa e pari opportunità, ponendo particolare attenzione alla permanenza al lavoro e alla prevenzione di comportamenti discriminatori legati allo stato di salute.
Il Decreto qualifica espressamente i lavoratori oncologici come lavoratori in condizione di fragilità.
Tale qualificazione produce effetti concreti, in quanto consente l’accesso a una pluralità di strumenti già presenti nel sistema delle politiche attive del lavoro. Tra le misure utilizzabili rientrano:
- il Programma GOL (Programma Nazionale per la garanzia di occupabilità dei lavoratori), con percorsi dedicati all’inclusione e al reinserimento lavorativo;
- il Fondo Nuove Competenze, per l’aggiornamento e l’adattamento delle competenze professionali;
- l’Assegno di Inclusione (ADI) e il Supporto per la formazione e il lavoro, nei casi previsti dalla normativa.
Particolare rilievo è attribuito al concetto di accomodamenti ragionevoli, intesi come modifiche e adattamenti organizzativi o tecnologici necessari a garantire un lavoro dignitoso, inclusivo e compatibile con lo stato di salute della persona.
Gli accomodamenti possono riguardare, ad esempio:
- l’orario di lavoro;
- le modalità di svolgimento della prestazione;
- l’organizzazione delle mansioni;
- l’adozione di strumenti tecnologici di supporto.
L’obiettivo non è creare trattamenti privilegiati, ma rimuovere gli ostacoli che potrebbero compromettere la permanenza al lavoro di soggetti con particolari esigenze.
Il Provvedimento richiama l’attenzione sugli obblighi in capo ai datori di lavoro nel favorire il rientro e la permanenza al lavoro dei lavoratori oncologici, valorizzando un approccio collaborativo e orientato alla tutela della persona. In questo contesto, viene sottolineata l’importanza di tenere conto delle condizioni di fragilità nell’organizzazione del lavoro, anche attraverso il confronto con il medico competente e l’adozione di soluzioni organizzative coerenti con lo stato di salute del lavoratore.
L’obiettivo della norma è promuovere ambienti di lavoro inclusivi e sostenibili, nel rispetto dei principi di tutela della salute e di non discriminazione.
Il Decreto non introduce nuovi obblighi sanzionatori, ma promuove un cambio di prospettiva, valorizzando la collaborazione tra istituzioni, imprese e servizi per l’impiego.
La finalità è quella di accompagnare i lavoratori oncologici lungo tutto il percorso di rientro o permanenza al lavoro, riconoscendo che salute, professionalità e dignità possono e devono coesistere.