Monitoraggio dei dipendenti alla guida: sanzione del Garante per trattamento illecito dei dati personali

Con provvedimento n. 755 del 18 dicembre 2025, reso noto attraverso la Newsletter del 29 gennaio 2026, il Garante per la protezione dei dati personali ha irrogato una sanzione amministrativa di 120.000 euro a una società appartenente a un gruppo multinazionale attivo nel settore della selezione e produzione di sementi agricole, per il trattamento illecito dei dati personali di cinque dipendenti.
La società, su indicazione della capogruppo svizzera, aveva installato sui veicoli aziendali un dispositivo associato al nominativo del conducente. Tale sistema raccoglieva informazioni dettagliate sui viaggi effettuati dai lavoratori – sia per finalità lavorative sia per uso privato – inclusi tempi di percorrenza, chilometri, consumi e stile di guida, dati utilizzati per l’assegnazione di un punteggio mensile.
Le informazioni venivano conservate per un periodo di 13 mesi e impiegate per valutare il comportamento alla guida dei dipendenti, nonché per adottare eventuali interventi correttivi. L’iniziativa, inizialmente avviata in via sperimentale, era destinata a essere estesa a tutte le società europee del gruppo.
A seguito di un reclamo, il Garante ha avviato un’attività ispettiva e successive verifiche, nel corso delle quali sono emerse numerose violazioni della normativa privacy. In particolare, è stato accertato che il dispositivo installato sui veicoli aziendali consentiva la raccolta di informazioni estremamente dettagliate sui viaggi effettuati, tali da permettere un controllo sull’attività dei lavoratori, svolto in assenza delle garanzie previste dallo Statuto dei lavoratori.
Ulteriori criticità hanno riguardato l’informativa resa ai dipendenti, che risultava rivolta indistintamente a tutte le società affiliate del gruppo, comprese quelle con sede extra-UE, senza indicare in modo chiaro le finalità del trattamento, le basi giuridiche né i soggetti qualificabili come titolari, responsabili e destinatari dei dati personali.
Le verifiche hanno inoltre evidenziato che l’accesso alle informazioni raccolte tramite i dispositivi installati sulle auto aziendali era consentito anche al personale di altre società del gruppo, in assenza di un’idonea autorizzazione.
Nel determinare l’importo della sanzione, il Garante ha tenuto conto sia del numero limitato di dipendenti coinvolti sia della sospensione immediata del trattamento illecito, disposta dalla società subito dopo la contestazione. Contestualmente, l’Autorità ha ordinato la cancellazione dei dati relativi ai viaggi dei lavoratori, raccolti e utilizzati per l’attribuzione dei punteggi di comportamento alla guida.