VSME ed EcoVadis: cosa cambia per le PMI dopo le novità europee del 2026

Un'azienda metalmeccanica di 75 dipendenti riceve da un importante cliente un questionario sulla sostenibilità: consumi energetici, emissioni, gestione dei rifiuti, sicurezza dei lavoratori e politiche aziendali. Un secondo cliente chiede una valutazione EcoVadis per confermare la qualifica come fornitore. Un terzo richiede informazioni ESG per predisporre il proprio bilancio di sostenibilità.
Le richieste riguardano spesso gli stessi argomenti, ma rispondono a finalità differenti. Capire quali dati fornire, a chi e secondo quali criteri è diventato importante anche per le PMI che non hanno obblighi diretti di rendicontazione.
Due novità del 2026 aiutano a orientarsi: la pubblicazione del nuovo standard volontario europeo di sostenibilità e gli aggiornamenti metodologici di EcoVadis, applicabili in parte dal 14 ottobre.
VSME ed EcoVadis: due strumenti diversi per la sostenibilità aziendale
Il VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for non-listed SMEs) è lo standard di rendicontazione volontaria sviluppato da EFRAG, l'organismo europeo che contribuisce alla definizione dei principi di rendicontazione. Consente alle imprese di organizzare e comunicare informazioni ESG secondo criteri comuni.
ESG è l'acronimo di Environmental, Social and Governance: ambiente, aspetti sociali e gestione aziendale. Comprende, per esempio, consumi energetici, emissioni, condizioni di lavoro, sicurezza, politiche anticorruzione e gestione dei fornitori.
Il VSME non è una certificazione e non attribuisce un punteggio. Serve a predisporre informazioni di sostenibilità strutturate, utili nei rapporti con clienti, banche e altri interlocutori.
EcoVadis è invece una piattaforma privata che valuta le prestazioni ESG delle imprese. Attraverso un questionario, documenti di supporto e altre fonti informative, analizza quattro ambiti: ambiente, lavoro e diritti umani, etica e acquisti sostenibili.
Il risultato è una scorecard, una scheda che riporta punteggi e aree di miglioramento. Molti grandi clienti utilizzano queste valutazioni per conoscere e qualificare i propri fornitori.
La distinzione è semplice: il VSME aiuta a rendicontare le informazioni ESG; EcoVadis le utilizza, insieme ad altre evidenze, per valutare l'impresa secondo una propria metodologia.
Il nuovo standard europeo: quali informazioni ESG possono chiedere i clienti?
Il 21 settembre 2026 è stato pubblicato il Regolamento delegato (UE) 2026/1560, che stabilisce uno standard volontario europeo per la rendicontazione di sostenibilità.
La novità non introduce un nuovo obbligo di bilancio di sostenibilità per le PMI. Definisce però un riferimento comune e, soprattutto, un limite alle informazioni che determinate grandi imprese possono richiedere ai propri fornitori. Questo limite è chiamato value chain cap, letteralmente limite per la catena del valore.
Value chain cap: quando una PMI può limitare le informazioni richieste
Le imprese soggette alla CSRD, la direttiva europea sulla rendicontazione di sostenibilità, possono aver bisogno di informazioni ESG dai propri fornitori per predisporre il loro report.
Il nuovo quadro normativo stabilisce che, per questa specifica finalità, non possano richiedere alle imprese della filiera con un numero medio di dipendenti non superiore a 1.000, calcolato secondo le condizioni previste dalla normativa, informazioni superiori al limite definito dallo standard volontario.
Attenzione: il limite riguarda gli specifici dati elencati nell'Allegato II del regolamento, non automaticamente tutte le informazioni contenute nello standard VSME. L'Allegato II distingue inoltre le imprese fino a 10 dipendenti da quelle di dimensioni maggiori.
Il limite si applicherà agli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2027.
Il limite vale anche per i questionari EcoVadis?
Non automaticamente. È questa la distinzione più importante per le imprese.
Riprendiamo l'esempio dell'azienda metalmeccanica di 75 dipendenti.
- Il cliente A richiede informazioni sulle emissioni per la propria rendicontazione CSRD. Se ricorrono le condizioni normative, la richiesta è soggetta al value chain cap.
- Il cliente B richiede una valutazione EcoVadis come condizione commerciale per mantenere la qualifica di fornitore. In questo caso il limite non si applica automaticamente alla richiesta di rating.
Il value chain cap non impedisce quindi a un cliente di prevedere requisiti ESG nell'ambito dei propri rapporti commerciali, né elimina gli obblighi informativi derivanti da altre normative.
Per una PMI, la prima verifica da fare quando riceve un questionario è dunque chiarire la finalità della richiesta: serve alla rendicontazione CSRD del cliente oppure a una valutazione commerciale del fornitore?
Questa distinzione permette di comprendere quali informazioni siano effettivamente richieste e quale disciplina si applichi.
EcoVadis: cosa cambia nelle valutazioni da ottobre 2026
Anche EcoVadis ha aggiornato la propria metodologia, introducendo modifiche che interessano le informazioni quantitative e il modo in cui le imprese documentano i risultati di sostenibilità.
Dal 14 ottobre 2026, per i questionari presentati da tale data, gli obiettivi quantitativi dichiarati nelle domande sulle politiche aziendali devono indicare anche un anno di riferimento, oltre al valore dell'obiettivo e all'anno previsto per il suo raggiungimento.
Per esempio, dichiarare di voler ridurre i consumi energetici del 15% entro il 2030 non è sufficiente per soddisfare questo requisito. Occorre precisare rispetto a quale anno viene misurata la riduzione: ad esempio, 15% entro il 2030 rispetto ai consumi del 2025.
EcoVadis ha inoltre aggiornato alcune metriche quantitative e reso più dettagliati i feedback relativi alle aree Etica e Acquisti sostenibili. Le modifiche applicabili dipendono dalle caratteristiche dell'impresa e dal questionario utilizzato.
Per le PMI già valutate, è quindi opportuno verificare se gli obiettivi dichiarati siano misurabili e adeguatamente documentati, oltre a esaminare le indicazioni della propria scorecard.
Le modifiche sono illustrate negli aggiornamenti metodologici ufficiali EcoVadis del terzo trimestre 2026.
Torniamo alla nostra azienda metalmeccanica di 75 dipendenti.
Per predisporre un report VSME, l'impresa raccoglie informazioni già presenti in diversi uffici: consumi energetici dall'amministrazione, dati sui rifiuti dalla gestione ambientale, informazioni sugli infortuni dal servizio sicurezza e dati sul personale dalle risorse umane.
Queste informazioni possono costituire una base comune da utilizzare per più richieste ESG, adattandole alle finalità e ai criteri del destinatario.
| Informazione aziendale | Report VSME | Questionario del cliente | Valutazione EcoVadis |
|---|---|---|---|
| Consumi energetici | Dati riportati secondo lo standard | Informazioni richieste per rendicontazione o qualifica | Dati e risultati utilizzabili secondo i criteri applicabili |
| Infortuni sul lavoro | Indicatori relativi alla salute e sicurezza | Informazioni sulla sicurezza dei lavoratori | Evidenze di politiche, azioni e risultati |
| Politiche ambientali | Informazioni pertinenti alle pratiche aziendali | Documentazione eventualmente richiesta | Politiche documentate e relative misure attuative |
L'effettiva riutilizzabilità dipende dai requisiti di ciascun questionario e dalla pertinenza, completezza e aggiornamento dei documenti.
Il vantaggio è evidente: l'impresa non deve necessariamente ricostruire da zero le stesse informazioni per ogni interlocutore.
Un report VSME può diventare una fonte organizzata di dati ESG, dalla quale ricavare le risposte ai questionari dei clienti e parte delle evidenze necessarie per EcoVadis. Questo non significa, però, che il report VSME sostituisca la valutazione EcoVadis o garantisca un determinato punteggio. EcoVadis applica criteri propri e può richiedere documenti ulteriori per dimostrare politiche, azioni e risultati.
La piattaforma ha comunque aggiornato le proprie linee guida per allinearle al nuovo standard volontario europeo, confermando l'accettazione dei report predisposti secondo il precedente riferimento VSME.
Per approfondire come organizzare le informazioni ESG già presenti in azienda, leggi anche ESG nella filiera: perché i dati che hai già non bastano se non sono strutturati.
Cosa conviene fare oggi alle PMI
Le novità del 2026 non impongono a tutte le imprese di avviare immediatamente una rendicontazione ESG. Rendono però utile verificare come vengono gestite le richieste dei clienti e quali informazioni siano già disponibili.
Per le imprese che ricevono questionari ESG, il primo passo è distinguere le richieste legate alla rendicontazione normativa da quelle di qualificazione commerciale. Chi dispone già di un report VSME può verificarne la coerenza con il nuovo standard e individuare i dati riutilizzabili.
Le aziende che partecipano alle valutazioni EcoVadis dovrebbero invece controllare gli aggiornamenti applicabili al proprio questionario, con particolare attenzione agli obiettivi quantitativi e alle evidenze documentali.
L'obiettivo è utilizzare in modo coerente le informazioni già disponibili, evitando raccolte ripetitive e concentrando gli interventi sugli aspetti che richiedono un effettivo miglioramento.
Valutazioni ESG e rendicontazione volontaria: il supporto Artser
Le richieste ESG coinvolgono competenze diverse, dalla gestione ambientale alla sicurezza, dalle risorse umane all'organizzazione dei processi aziendali.