Il mercato del Brasile: quali opportunità per il settore enogastronomico italiano

Negli ultimi anni il Brasile si è confermato come uno dei mercati più interessanti dell’America Latina per il settore agroalimentare, grazie a una crescita costante dei consumi e a una domanda sempre più orientata verso prodotti di qualità, distintivi e ad alto valore aggiunto. Per le imprese italiane del food & beverage, il Paese rappresenta oggi un bacino di opportunità concrete, soprattutto per chi è in grado di posizionarsi nella fascia medio-alta del mercato.
Il comparto dei beni di largo consumo (FMCG), che include anche il Food & Beverage, ha raggiunto nel 2024 un valore complessivo di circa 228 miliardi di dollari, con una crescita prevista intorno al 9% annuo fino al 2033. Parallelamente, il settore foodservice – che comprende ristorazione e canale Horeca – mostra una dinamica altrettanto positiva: dai 18,5 miliardi di dollari stimati per il 2025, il mercato è destinato a superare i 25,9 miliardi di dollari entro il 2030, con un tasso di crescita medio annuo del 7%.
I livelli di consumo evidenziano un mercato maturo e ricettivo: ogni brasiliano consuma mediamente 5,65 kg di caffè e 52,5 litri di bevande alcoliche all’anno, dati che spiegano l’attenzione crescente verso prodotti di qualità, soprattutto nei grandi centri urbani.
All’interno di questo scenario, il Made in Italy agroalimentare continua a rafforzare la propria presenza. Nel 2024 l’export italiano verso il Brasile ha registrato una crescita del 7%, passando da 362 a 387 milioni di dollari. Alcune categorie mostrano performance particolarmente significative: la pasta cresce del 16%, l’olio di oliva addirittura del 36%, i sughi del 4% e il caffè del 28%.
Questi numeri collocano il Brasile come terzo mercato per il food italiano nelle Americhe, dopo Stati Uniti e Canada, confermando un interesse strutturale e non episodico verso i prodotti italiani.
Tra i comparti più promettenti spicca innanzitutto il vino, con importazioni in crescita del 9% nel 2025 e un valore complessivo che supera i 503 milioni di euro. Accanto al vino, olio di oliva e pasta intercettano una domanda premium sempre più consolidata, legata a consumatori attenti alla qualità e alla provenienza.
Mostrano segnali di espansione anche i segmenti del caffè, della bakery artigianale, delle conserve e dei prodotti gourmet, che trovano spazio sia nel canale retail di fascia alta sia nella ristorazione qualificata.
Il consumatore brasiliano, in particolare nelle fasce di reddito medio-alte, manifesta una crescente sensibilità verso origine, autenticità e sostenibilità dei prodotti. Aumenta l’interesse per proposte premium, capaci di raccontare una storia e di offrire un’esperienza gastronomica distintiva. Non si tratta solo di acquistare un alimento, ma di accedere a un modello culturale e di consumo percepito come sinonimo di qualità.
In questo contesto, i prodotti italiani beneficiano di una reputazione consolidata, ma richiedono un posizionamento chiaro e coerente per distinguersi da imitazioni e produzioni localizzate.
Accanto alle opportunità, le imprese devono affrontare un quadro normativo articolato. Per l’accesso al mercato è fondamentale la registrazione presso ANVISA, secondo quanto previsto dalla RDC 843/2024 e dalla IN 281/2024, che regolano l’immissione in commercio dei prodotti alimentari. A ciò si affianca la conformità alle disposizioni del MAPA, in particolare per quanto riguarda tracciabilità e buone pratiche, elementi sempre più centrali anche nelle relazioni di filiera.
Una corretta pianificazione normativa è quindi essenziale per evitare rallentamenti, costi imprevisti o blocchi in fase di importazione.
Il Brasile si presenta come un mercato dinamico e in espansione, con una domanda crescente di Made in Italy autentico. Le opportunità più concrete si concentrano nei canali Horeca e retail premium, nei prodotti biologici e sostenibili e nelle categorie a maggiore valore percepito come vino, olio, pasta, caffè e specialità gourmet.
Per le PMI italiane, l’ingresso o il consolidamento sul mercato brasiliano richiede un approccio strutturato, che integri analisi di mercato, posizionamento commerciale e gestione degli aspetti normativi. In questo percorso, una consulenza specializzata può fare la differenza tra un’opportunità colta e una crescita realmente sostenibile nel tempo.