Bando Ri.Circo.Lo. 2026: contributi a fondo perduto fino al 60% per l’economia circolare

Regione Lombardia mette a disposizione 7 milioni di euro con il nuovo Bando Ri.Circo.Lo. – Filiere prioritarie, destinato alle PMI che intendono realizzare investimenti per ridurre l’utilizzo di materie prime, prevenire la produzione di rifiuti, recuperare e valorizzare scarti e materiali e sviluppare modelli di economia circolare.
La misura si concentra su alcune filiere considerate strategiche: plastiche, gomme e materiali polimerici, tessile, apparecchiature elettriche ed elettroniche e RAEE, pannelli fotovoltaici, batterie e accumulatori, recupero del fosforo e di altre materie prime critiche.
Il bando prevede contributi a fondo perduto fino al 60% delle spese ammissibili, con un contributo massimo di 1,5 milioni di euro per progetto.
Chi può partecipare al Bando Ri.Circo.Lo.
Possono presentare domanda le piccole e medie imprese, comprese le start-up e le PMI innovative, che realizzano gli interventi presso una o più sedi operative in Lombardia. Le sedi devono essere attive al momento della domanda oppure essere attivate entro la prima richiesta di erogazione del contributo.
Le imprese possono partecipare singolarmente oppure in forma aggregata, sviluppando progetti che intervengano sulle filiere prioritarie individuate dalla misura.
Il Bando Ri.Circo.Lo. finanzia interventi di economia circolare concentrati in particolare su quattro ambiti.
1. Plastiche, gomme, materiali polimerici e tessile
Sono finanziabili progetti finalizzati, ad esempio, alla valorizzazione dei residui di produzione e dei sottoprodotti, al riutilizzo degli imballaggi, alla riduzione dell'impiego di materie prime e alla valorizzazione di scarti e sfridi di lavorazione.
Rientrano inoltre gli interventi sulle linee produttive per introdurre materiali derivanti da processi End of Waste, i progetti di ecodesign e riprogettazione dei prodotti per migliorarne il fine vita e le soluzioni innovative per la preparazione al riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti plastici e tessili.
2. AEE, RAEE, pannelli fotovoltaici, batterie e accumulatori
Il bando sostiene interventi per migliorare la riparabilità, il riutilizzo e il riciclaggio di apparecchiature elettriche ed elettroniche, batterie e accumulatori.
Possono rientrare nei progetti anche la riprogettazione dei prodotti per facilitarne il recupero a fine vita e la riduzione o sostituzione dell'impiego di materie prime critiche.
3. Recupero del fosforo
Sono previsti interventi finalizzati al recupero e alla valorizzazione del fosforo, favorendone il reinserimento nei cicli produttivi e riducendo il ricorso a nuove materie prime.
4. Recupero delle materie prime critiche
La misura sostiene inoltre progetti rivolti al recupero e alla valorizzazione delle materie prime critiche, in coerenza con gli obiettivi europei del Critical Raw Materials Act.
L'obiettivo è favorire una maggiore autonomia nell'approvvigionamento di materiali strategici e recuperare risorse già presenti nei prodotti, negli scarti e nei rifiuti generati dai processi produttivi.
Quali spese sono ammissibili
Il progetto deve prevedere un investimento minimo di 50.000 euro.
Tra le principali spese ammissibili rientrano:
- beni strumentali, macchinari, impianti e attrezzature, sistemi di automazione, tecnologie e interventi di revamping, che devono rappresentare almeno il 30% delle spese ammissibili;
- hardware strettamente funzionale alla realizzazione del progetto;
- software, applicazioni, licenze, servizi cloud e SaaS, entro il limite previsto dal bando;
- consulenze specialistiche, attività di riprogettazione tecnica, sperimentazione, prototipazione, validazione e controllo qualità, oltre a spese connesse a marchi, brevetti e certificazioni;
- opere edili, murarie e impiantistiche, comprese progettazione e direzione lavori, nei limiti previsti dalla misura;
- costi indiretti, riconosciuti in misura forfettaria nei casi previsti dal regime di aiuto applicato.
Le spese devono essere strettamente collegate alla realizzazione del progetto di economia circolare.
Caratteristiche del contributo
L'agevolazione viene concessa sotto forma di contributo a fondo perduto. L'intensità dell'aiuto varia in funzione della dimensione dell'impresa e del regime applicabile.
In regime de minimis e in caso di applicazione dell'art. 47 del Regolamento GBER, il contributo è pari al 60% delle spese ammissibili per le piccole imprese e al 50% per le medie imprese.
Per gli investimenti ricadenti nell'art. 17 del Regolamento GBER, l'intensità è invece pari al 20% per le piccole imprese e al 10% per le medie imprese.
Il contributo massimo concedibile è pari a 1.500.000 euro per progetto. In regime de minimis si applica il limite di 300.000 euro nell'arco di tre anni, nel limite del plafond disponibile.
Tempi di realizzazione
I progetti devono essere realizzati e rendicontati entro 24 mesi dalla data del decreto di concessione dell'agevolazione, salvo eventuali proroghe autorizzate.
Le spese devono essere sostenute successivamente alla presentazione della domanda e rispettare le condizioni e i termini previsti dal bando.
Come e quando presentare la domanda
Le domande possono essere presentate dalle ore 9.00 del 6 ottobre 2026 alle ore 16.00 del 5 novembre 2026.
La misura prevede una procedura valutativa a graduatoria: non è quindi l'ordine cronologico di presentazione a determinare l'accesso al contributo, ma la qualità e la rispondenza del progetto ai criteri stabiliti dal bando.
Per questo motivo è importante partire per tempo dalla verifica dell'ammissibilità dell'impresa e dell'investimento e costruire un progetto capace di dimostrare concretamente i risultati attesi in termini di circolarità, recupero delle risorse e riduzione degli impatti ambientali.
Artser ti accompagna dalla valutazione alla rendicontazione
Trasformare uno scarto in una nuova risorsa, modificare un processo produttivo per utilizzare meno materia prima o introdurre soluzioni che facilitino recupero, riutilizzo e riciclo può richiedere investimenti importanti.
Artser supporta le imprese nella verifica dei requisiti e dell'ammissibilità degli investimenti, nella costruzione del progetto, nella presentazione della domanda e nella successiva rendicontazione delle spese.
Se la tua impresa sta programmando investimenti per rendere più circolari prodotti e processi produttivi, questo è il momento di verificare se possono rientrare nel Bando Ri.Circo.Lo. 2026.