Emissioni in atmosfera: obblighi, autorizzazioni e adempimenti per le imprese

Un obbligo che riguarda quasi tutte le imprese produttive

 
emissioni in atmosfera

Verniciatura, saldatura, lavorazioni meccaniche, sgrassaggio, falegnameria, tipografia, produzione di articoli in gomma, lavorazioni orafe. Sono decine le attività artigianali e manifatturiere che nel corso del processo produttivo generano polveri, fumi, vapori o emissioni da solventi. Tutte, senza eccezione, sono soggette alla normativa sulle emissioni in atmosfera e devono disporre di una specifica autorizzazione prima di avviare o modificare l'attività.

Il riferimento normativo è la Parte V del D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), che disciplina la tutela dell'aria e la riduzione delle emissioni in atmosfera. La norma si applica a tutti gli stabilimenti in cui sono presenti uno o più impianti che producono emissioni, indipendentemente dalle dimensioni dell'impresa.

I tipi di autorizzazione: ordinaria e in deroga

Non tutte le autorizzazioni sono uguali. La normativa distingue due percorsi principali:

Autorizzazione ordinaria (AUA — Autorizzazione Unica Ambientale) Riguarda gli stabilimenti con emissioni significative. Si ottiene attraverso un procedimento autorizzativo formale presso la Provincia o l'ente competente per territorio, con presentazione di una domanda corredata da documentazione tecnica sugli impianti, sulle sostanze emesse e sui sistemi di abbattimento adottati. Ha validità di 15 anni dalla data di rilascio.

Autorizzazione in deroga Prevista per le attività considerate a ridotto inquinamento atmosferico, elencate nell'Allegato IV alla Parte V del D.Lgs. 152/2006. Per queste attività è sufficiente presentare una domanda di adesione a uno specifico allegato tecnico regionale, senza dover avviare un procedimento autorizzativo ordinario. Anche in questo caso la validità è di 15 anni dalla presentazione della domanda.

Rientrano tipicamente nelle attività in deroga: saldatura, lavorazioni meccaniche, galvanica, verniciatura a basso impatto, falegnameria, carrozzeria, laboratori orafi, tipografie e molte altre lavorazioni artigianali. Per la Lombardia, Regione Lombardia ha definito specifici allegati tecnici con i limiti di emissione, le caratteristiche dei sistemi di abbattimento richiesti e le modalità di comunicazione dei risultati analitici tramite il portale AUA POINT di ARPA Lombardia.

Cosa succede in caso di modifica degli impianti

Un aspetto importante da tenere presente: l'autorizzazione è legata alla configurazione degli impianti e al ciclo produttivo per cui è stata rilasciata. Ogni volta che si modifica un impianto esistente o se ne installa uno nuovo, occorre valutare se la modifica è sostanziale — e in quel caso presentare una nuova domanda di autorizzazione — oppure non sostanziale, che in alcuni casi può essere gestita con una semplice comunicazione preventiva all'ente competente.

Verificare preventivamente il tipo di modifica con un consulente esperto è la scelta più efficace per procedere in modo corretto e senza interruzioni dell'attività. Operare con un'autorizzazione non aggiornata rispetto agli impianti effettivi configura infatti un reato penale ai sensi dell'art. 279, comma 1 del D.Lgs. 152/2006, indipendentemente dal fatto che i limiti di emissione siano stati o meno superati. La giurisprudenza ha chiarito che è sufficiente che l'attività non sia stata sottoposta al controllo preventivo dell'autorità competente.

Le stesse conseguenze si applicano a chi prosegue l'attività con autorizzazione scaduta, decaduta, sospesa o revocata.

Gli adempimenti correnti: cosa tenere sotto controllo

Disporre dell'autorizzazione è il punto di partenza. Le imprese autorizzate devono poi gestire nel tempo una serie di adempimenti periodici che garantiscono la conformità continuativa:

  • Registri di manutenzione degli impianti — da tenere aggiornati per documentare gli interventi effettuati sui sistemi di abbattimento e sugli impianti di produzione.
  • Analisi periodiche delle emissioni — la frequenza dipende dal tipo di autorizzazione e dall'allegato tecnico di riferimento. I risultati vanno trasmessi all'ente competente tramite il portale AUA POINT di ARPA Lombardia, entro il 31 marzo di ogni anno per i dati di autocontrollo relativi all'anno precedente. Il caricamento sull'applicativo sostituisce la trasmissione via PEC all'Autorità competente, al Comune e ad ARPA. L'accesso avviene tramite SPID o CNS.
  • Rinnovo dell'autorizzazione — va presentato prima della scadenza dei 15 anni, con almeno 45 giorni di anticipo. Il rinnovo tiene conto degli aggiornamenti normativi nel frattempo intervenuti — come i nuovi limiti e le nuove prescrizioni introdotti da Regione Lombardia nel maggio 2024. 
  • Comunicazione delle modifiche — qualsiasi variazione rilevante agli impianti, alle materie prime utilizzate o al ciclo produttivo va comunicata e, nei casi previsti, autorizzata preventivamente.
Gestire le emissioni in atmosfera con metodo

Le emissioni in atmosfera sono un adempimento ambientale che combina aspetti tecnici, autorizzativi e gestionali. Affrontarlo con il supporto di un consulente esperto significa avere sempre sotto controllo scadenze, analisi e comunicazioni, senza rischiare di trovarsi in una situazione di non conformità per mancanza di aggiornamento.

Un monitoraggio strutturato nel tempo — delle scadenze autorizzative, degli obblighi analitici e delle eventuali variazioni normative regionali — è lo strumento più efficace per garantire continuità operativa e serenità gestionale.

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